PALAZZO DELLE POSTE

Nel 1927 la città di Nuoro venne promossa al rango di Provincia: ciò comportava un importante mutamento di status dal punto di vista politico e amministrativo, che nelle intenzioni del regime avrebbe dovuto trovare un immediato corrispondente visivo (e operativo) nella costruzione di nuovi edifici di rappresentanza ufficiale e di pubblica utilità, veri e propri punti di riferimento anche per i paesi limitrofi. Per questo, all’interno del più ampio disegno che avrebbe dato una nuova veste urbana a un centro abitato caratterizzato da modeste case basse a uno o due piani, il Palazzo delle Poste in Piazza Crispi – costruzione che vedrà anche la ribalta in pubblicazioni nazionali di settore – detiene un doppio primato: fu difatti la prima opera a venire inaugurata nello stesso 1927 (sebbene i lavori fossero iniziati già due anni prima), nonché il primo edificio postale mai realizzato dal noto architetto Angiolo Mazzoni. Questo progettista, funzionario del Ministero delle Comunicazioni (Poste e Ferrovie, allora accorpate) nonché futuro autore di numerosi edifici postali e stazioni su tutto il territorio nazionale secondo un preciso disegno politico di propaganda, avrebbe lasciato tracce del suo operato in Sardegna anche a Golfo Aranci (dove progettò un piccolo edificio in pietra per gli impianti di telecomunicazione tra la Sardegna e la Penisola, oggi perduto) e a Cagliari (dove predispose un progetto per le case dei ferrovieri).

Il Palazzo delle Poste nuorese mostra, in chiave raffinata e monumentale, l’attenzione del grande architetto a un linguaggio costruttivo tipicamente isolano nella scelta dei materiali: il granito grigio lasciato grezzo e la trachite rossa lavorata a superfici piane si fondono in un gioco di masse e volumi imponenti, i cui particolari risultano esaltati dalle aggiunte decorative – quali, per esempio, gli elementi diamantati che incorniciano lateralmente le finestre con affaccio su via Papandrea. L’ingresso, al quale si accede tramite una scalinata, è preceduto da un portico, con cinque aperture e archi a tutto sesto, sovrastato da una fascia in trachite rossa sulla quale figurano innesti scultorei: un leone (in getto di cemento colorato) – che ricorda quello analogo presente nella basilica medievale di Santa Giusta – e alcuni mascheroni stilizzati, quasi teatrali, di matrice déco (mentre i fasci littori, presenti in origine, sono stati evidentemente rimossi). Una cornice in trachite rossa marca e sottolinea con curiose fasce reiterate anche la sommità della torre sul lato destro, forse l’elemento più caratterizzante l’intero edificio, che risulta ulteriormente fasciata da cornici che dall’alto giungono fino al suolo. Il lato sinistro del Palazzo, un tempo caratterizzato da una bassa abside e manomesso negli anni Sessanta per esigenze di ampliamento, fu ricostruito in modo tale da far perdere al complesso la leggerezza del disegno originario, più “aperto” su quel lato curvo verso la via Dante, comportando anche la perdita del cortile e dunque precludendo la possibilità di apprezzare le soluzioni architettoniche mazzoniane, dal portale alle decorazioni (sparse e ritrovabili nelle fontane di Nuoro) agli arredi interni (disegnati dallo stesso Mazzoni, secondo il suo inconfondibile stile razionalista e metafisico, assolutamente funzionalista) che, in epoca più recente, sono stati dispersi.

Dal momento della sua inaugurazione il Palazzo delle Poste ha rappresentato il vero e proprio centro della nuova Nuoro littoria, e in virtù della sua posizione strategica e dominante ha contribuito a dare un preciso orientamento alle nuove linee di sviluppo della zona di espansione: nelle immediate vicinanze si trovano, difatti, la Camera di Commercio, l’Istituto Magistrale, il Liceo Ginnasio “G. Asproni” e il Palazzo del Governo, tutti edificati nel corso degli anni Trenta.

fonte www.cuoredellasardegna.it

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